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Gli architetti di Firenze pronti a recuperare le aree industriali

Al focus dell’incontro 'Il restauro consapevole' la categoria degli architetti si interroga sul modo di recuperare le aree industriali in disuso

Fonte immagine: pixabay
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Recuperare le architetture industriali in disuso che fanno parte di un vasto patrimonio esistente e, in alcuni casi, sono diventate un'importante testimonianza dell'evoluzione nel tempo delle attività umane, oltre che un racconto dello sviluppo tecnologico e delle tecniche costruttive. Questo il focus dell’incontro 'Il restauro consapevole'. 

Recuperare le architetture industriali in disuso che fanno parte di un vasto patrimonio esistente e, in alcuni casi, sono diventate un'importante testimonianza dell'evoluzione nel tempo delle attività umane, oltre che un racconto dello sviluppo tecnologico e delle tecniche costruttive. Questo il focus dell’incontro 'Il restauro consapevole. Riflessioni metodologiche tra critica e diagnostica, promosso dalla Camera di commercio di Firenze, svoltosi all’interno del ricco programma dell'ultima Mostra internazionale dell’artigianato tenutasi nei giorni scorsi a Firenze. Hanno partecipato gli architetti Michele Cornieti, Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio Firenze-Prato-Pistoia, e Federico Gurrieri, coordinatore delle attività progettuali dello Studio Gurrieri, introdotti dalla presidente della Fondazione Architetti Firenze (FAF), Caterina Bini.

“I nostri territori - sottolinea Bini - si trovano sempre più frequentemente impegnati nella gestione di un patrimonio, come quello delle architetture industriali dei secoli scorsi, di non facile gestione. Il restauro di queste strutture non può limitarsi alla salvaguardia, ma va inserito all’interno di una progettazione in grado di adeguare a nuove funzioni, per arrivare ad una riconversione al tempo presente e magari in grado di portare nuovo interesse e nuove attività per le realtà coinvolte. Siamo convinti che sia sempre più necessario formarsi su queste tematiche per inquadrarle nei loro aspetti principali, offrire alcuni strumenti per una corretta valutazione dei costi e fornire esempi di buone pratiche”.

Proprio su queste tematiche la FAF, con il contributo di Isobell, ha in calendario nelle prossime settimane un corso ibrido - in presenza e da remoto - che affronterà l’argomento del restauro delle architetture industriali su più fronti. Giovedì 9 maggio, da remoto sulla piattaforma GoToMeeting (inizio ore 14.30), l’incontro su 'Quanto costa realizzare un progetto di restauro?'; giovedì 23 maggio, sempre da remoto (inizio 14.30), focus su 'Buone pratiche di progetto: esempi'; l’incontro conclusivo in presenza alla Palazzina Reale di Firenze è in programma martedì 4 giugno (ore 14.00) e sarà dedicato a 'Umidità, muffa e condensa nelle murature'.

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